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Luca Cambiaso - Un maestro del 500 europeo

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È prevista l’esposizione di circa duecento opere tra dipinti, sculture, arazzi, miniature, argenti e disegni, circa la metà nella versione tatunitense. La scelta comprende un’ampia selezione di opere di altissimo livello dell’artista ligure, che permettono di seguirne l’itinerario artistico dall’esperienza giovanile fino all’attività per la corte spagnola.

Luca Cambiaso - Un maestro del 500 europeo
3 marzo–8 luglio 07
Palazzo Ducale - Musei di Strada Nuova

Luca Cambiaso, Esther e AssueroSono trascorsi più di quaranta anni dalla mostra che Genova ha dedicato a Luca Cambiaso (Moneglia 1527, El Escorial 1585).
Il centenario della morte dell’artista, nel 1985, è trascorso senza che il pittore venisse ricordato con iniziative adeguate alla sua fama. Gli ultimi decenni, peraltro, hanno visto un approfondimento della vicenda artistica e storica della città, sottolineando come proprio il secolo che si apre dagli anni quaranta del cinquecento segni un momento di formidabile sviluppo del ruolo economico e politico della città, inserita in un circuito che lega i grandi centri del potere europeo.

Cambiaso opera proprio in quel momento di formidabile protagonismo di Genova, agli inizi della stagione nella quale l’aristocrazia genovese afferma il ruolo internazionale raggiunto: lo testimoniano l’eccezionale sviluppo edilizio con la diffusione di una originale tipologia di palazzi e di ville e la coeva necessità di esprimere una grande decorazione che attraverso iconografie appropriate dichiarasse la “virtù” della classe dominante.

Un nodo di intensa e qualitativamente alta attività lega in quegli anni protagonisti come Luca Cambiaso a Galeazzo Alessi e a Giovan Battista Castello il Bergamasco. La monografia dedicatagli da Lauro Magnani (Luca Cambiaso da Genova all’Escorial, 1995) ha sottolineato la complessa esperienza dell’artista: è proprio il carattere di esemplarità dell’artista ligure nel suo rapporto con i grandi maestri del Cinquecento - Michelangelo, Correggio, Tiziano - e la sua dimensione europea, sottolineata nel testo e colta dalle recensioni internazionali, a emergere e a qualificarsi come presupposto di questa mostra. Due sedi ospiteranno la mostra in successione: il Blanton Museum di Austin in Texas dal 15 settembre al 14 gennaio 2007 e la prestigiosa sede di Palazzo Ducale a Genova.

È prevista l’esposizione di circa duecento opere tra dipinti, sculture, arazzi, miniature, argenti e disegni, circa la metà nella versione statunitense. La scelta comprende un’ampia selezione di opere di altissimo livello dell’artista ligure, che permettono di seguirne l’itinerario artistico dall’esperienza giovanile fino all’attività per la corte spagnola. La ricchezza delle suggestioni culturali captate dalla sensibilità dell’artista sarà testimoniata dal rapporto con capolavori dei grandi maestri di quel secolo, da Michelangelo a Giulio Romano e Perin del Vaga, da Beccafumi a Correggio, a Tiziano a Veronese e ad artisti del Manierismo internazionale: una scelta attentamente mirata a documentare rapporti stilistici e un’esperienza particolarmente recettiva, sensibile alle istanze culturali e religiose del secolo.

Lo spettro ampio delle “abilità” dell’artista trova riscontro nelle meno note attività di scultore e di disegnatore per arazzi, mentre la fortunatissima capacità di disegnatore verrà percorsa e vagliata attraverso una scelta ampia e significativa di fogli provenienti ancora da grandi raccolte internazionali. Insieme alla prospettiva europea si terrà presente anche la pregnanza del ruolo dell’artista nella dimensione cittadina: il suo formidabile attivismo come iniziatore della grande tradizione decorativa genovese nei numerosi e “magnifici” cicli per le dimore dell’aristocrazia e per le rinnovate forme della comunicazione religiosa. In entrambe le edizioni questi aspetti verranno sottolineati, ma, ovviamente, in quella genovese troveranno il conforto di un riscontro diretto sugli oggetti, prevedendo itinerari cittadini e la possibilità, inedita nella tradizione delle mostre genovesi, di ammirare dai ponteggi la ricchezza della forma pittorica di Cambiaso frescante. Opere di artisti che lavorano accanto al maestro e di altri che ne recepiscono in varie chiavi la lezione, completeranno il quadro tracciato fino a delineare opzioni di committenze e sperimentazioni di artisti che aprono, sulla base della ricerca formale e luministica di Cambiaso, nuove affascinanti prospettive al Seicento non solo in Italia.

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